Passa ai contenuti principali

Quella sporca dozzina di libri top (i migliori del 2021)


 Non amo particolarmente le liste (sono una cartacea, per cui la mia lista è scritta a mano in un taccuino), ma vorrei fare un resumé del mio anno letterario, citando solo i libri che più mi sono piaciuti, con un piccolo commento (ogni libro citato corrisponde a un post con il commento completo). L'ordine è di lettura, non di merito. Iniziamo...

- Le regole della Casa del Sidro, di John Irving: il mio secondo libro preferito di un autore che amo moltissimo. Il primo è Hotel New Hampshire. Consigliato a chi ama i libri lunghi, che indugiano sul carattere dei personaggi, dettagliati e molto intelligenti, che affrontano temi importanti importanti. Leggi qui il post

- Eleanor Oliphant sta benissimo, di Gail Honeyman. Consigliato a chi cerca un personaggio femminile particolare, curioso; a chi ha voglia di passare un po' di tempo con un'amica. Leggi qui il post

- Sangue inquieto, di Robert Galbraith (ovvero J.K Rowling). Ça va sans dire, consigliato a chi ama Cormoran Strike! Il più bello dopo Il richiamo del cuculoLeggi qui il post

- Donne che comprano fiori, di Vanessa Montfort. Consigliato a chi vuole svagare la mente con storie femminili senza pretese, ma scritte bene, con gusto. Leggi qui il post

- La variante di Lüneburg, di Paolo Maurensig. Consigliato a chi vuole una storia forte, molto drammatica; a chi ama il gioco degli scacchi; a chi vuole rendere omaggio a un grande autore italiano recentemente scomparso; a chi ama i libri molto intensi, brevi e le coltellate nella schiena. Eccelse pagine sul nazismo. Leggi qui il post

- Prima di noi, di Giorgio Fontana. Consigliato a chi ama le saghe familiari italiane, scritte benissimo. Vanno molto di moda oggi e ce ne sono parecchie, anche buone, ma questa per me è la migliore in assoluto. Leggi qui il post

- Lungo petalo di mare, di Isabel Allende. Consigliato a chi vuole immergersi nella Storia, con una vicenda molto particolare; a chi vuole respirare la Storia nelle pieghe di vicende molto personali; a chi ama conoscere il mondo attraverso la narrativa. Leggi qui il post

- La saga dei Florio (I leoni di Sicilia e L'inverno del Leoni), di Stefania Auci. Consigliato a chi vuole conoscere una famiglia realmente esistita, con le sue vicissitudini, strettamente collegate alla Storia del nostro Paese in modo avvincente e scritto molto bene. Leggi qui il post

- Sorella, mio unico amore, di  Joyce Carol Oates. Consigliato a chi vuole farsi inquietare da una vicenda tratta da una storia realmente accaduta, e immergersi con mente aperta nella società americana contemporanea. Molto, molto inquietante: direi che siamo ai livelli di A sangue freddo di Truman Capote. Leggi qui il post

- Gente del Sud, di Raffaello Mastrolonardo. Consigliato insieme alla saga dei Florio e a Prima di noi, per gli stessi motivi: una saga familiare italiana allacciata alla Storia, scritta con molto gusto e personaggi potenti. Leggi qui il post

- La trilogia di Venti di tempesta, di Charlotte Link. Consigliato a chi ama Via col vento, anche se non ha la stessa potenza di scrittura e di personaggi. Ma corre via che è un vero piacere... Leggi qui il post

- Il maialino di Natale, si J.K Rowling. Consigliato a chi ha avuto un anno pesante e vuole finire con la magia, il sorriso e i buoni sentimenti mai scontati. Leggi qui il post

Questa è la mitica sporca dozzina! Tra i tanti libri letti quest'anno, quelli che più mi sono piaciuti, per motivi diversi, letti in tempi diversi. Sul mio blog ci sono anche gli altri, ma questi... questi sono proprio quelli che indico con TOP! Buone letture, buona fine e buon inizio.

I libri non danno la serenità né la felicità, ma spesso ti indicano la strada su cui iniziare a camminare per ottenerle. Se non altro pongono domande, e questo è sempre un buon punto di partenza...



Post popolari in questo blog

Tre, di Valérie Perrin

  Puro intrattenimento, ottimo. Dopo Il quaderno dell'amore perduto (bruttissimo il titolo italiano; suonava così bene in francese: Les Oubliés du dimanche  [I dimenticati della domenica])  e Cambiare l'acqua ai fiori , la Perrin torna a parlare di passato e di come il passato sia inevitabile vettore delle nostre vite, nel bene e nel male; come non possa cancellarsi; come possa essere rifugio e pietra al collo, consolazione e condanna. Banale? Un po', indubbiamente. Ripetitivo? Anche, forse. Ma devo dire che non mi stanca mai. È una di quelle autrici che non consiglio di leggere in modo "seriale"; penso che tra un libro e l'altro sia meglio inserire altre letture per non rischiare di cadere un po' nella reiterazione del meccanismo. Ma se si vuole "staccare il cervello" con letture di evasione, avvincenti e scritte bene, allora la Perrin per me è perfetta.  Con Tre ci porta a La Comelle , un paesino della Borgogna, uno di quelli da cui i ragazzi

Denti bianchi, di Zadie Smith

Leggo poca letteratura italiana. Lo ammetto, è così. Ci sono autori che mi piacciono molto, ma tendenzialmente le mie letture sono straniere. Non è una forma di snobismo o di esterofilia, è solo che trovo che gli autori italiani contemporanei non abbiano più la capacità di sfondare le pareti di casa e farvi entrare il mondo. Una volta ci riuscivano: la Morante, Moravia, Calvino, Pavese, la Deledda, Pirandello… nelle storie umane intime trapelava quello che erano la società, i costumi, le idiosincrasie e i grandi avvenimenti. Testori, uno su tutti, era un mago in questo con le sue storie di operai e prostitute che riflettevano la dignitosa miseria del proletariato milanese. Ora, la sensazione è che non ne siano più capaci. Le storie si avvitano sempre un po’ intorno all’ombelico dei protagonisti e lì rimangono, più o meno dolorose o divertenti, più o meno quotidiane o particolari, ma sempre piccole storie di piccole persone restano. E questo va incontro al gusto di molti che amano le pi