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Marzahn, mon amour (Storie di una pedicure), di Katja Oskamp

Lo sa dove siamo? Sopra la merda di Berlino siamo. Qui prima ci scaricavano le fogne, poi ci hanno costruito su ’sti palazzoni. Quando scavano, si sente ancora la puzza, la puzza. Marzahn è un quartiere periferico, il più grande progetto di edilizia popolare di prefabbricati in cemento della ex Berlino Est della Ddr. Katja  vuole fare la scrittrice, ma la sua carriera non decolla. Decide quindi di fare un corso per pedicure e di andare a lavorare in un negozio del quartiere, dove si occupa di clienti persone di tutti i generi. Persone che chiacchierano di tutto, persone chiuse in sé stesse, persone sole, persone senza niente da fare, persone che cercano di tenersi su tra mille difficoltà... Persone in generale non ricche, con mille problemi ma anche con mille speranze e sogni e desideri; e tutte hanno una cosa in comune: si vergognano dei propri piedi.  Mi viene in mente uno spettacolo con cui sono andata in scena anni fa, tratto dal romanzo La donna abitata di Gioconda Bel...
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Later, di Stephen King

  Horror più romanzo di formazione: la combo perfetta di Stephen King . Ma Later non è L’istituto né It , né tantomeno Stand By Me . È un racconto carino, che corre via con un po’ di suspence e qualche buona trovata, soprattutto nel finale.  Jamie Conklin , figlio di un’agente letteraria un po’ nevrotica e padre ignoto, è un ragazzino apparentemente normale, con la vita di un normale ragazzino... ma vede i morti. Lo sanno solo la madre Tia e la di lei compagna, Liz Dutton , poliziotta corrotta che finisce nel tunnel della droga.  Questo fatto che vede i morti la madre gli intima di non rivelarlo mai a nessuno, perché lo esporrebbe a dicerie e abusi. Infatti Liz, usa Jamie per avere informazioni da parte di un “bombarolo” appena morto, tale Therriault , che però si rivela essere più forte delle altre anime. Come vi ho detto, questa è una storia dell’orrore. Come sempre i libri di King non sono solo quello che sembrano. Sono horror certo, lo ribadisce Jamie più volte nel...

C'era la luna, di Serena Dandini

  Quei libri alla Ravera senza però l’amarezza, il rancore e l’ironia di Lidia Ravera . Il romanzo è carino, scorre via veloce, i personaggi sono disegnati bene. Certo, resta tutto un po’ superficiale, non c’è quella “fame di lotta di classe” che piace a me. Io preferisco quando i libri ambientati in quel periodo sono più arrabbiati, più politicizzati. Però Serena Dandini ci mette lievità, anche se non il mordente che mi aspetto dalla conduttrice di Avanzi e di Tunnel e di tutti quei programmi che facevano vera satira e di cui si sente molto la mancanza (mi scuserà Crozza, che è indubbiamente un fenomeno, ma parliamo di one-man-show ). Bisogna capire di che pasta si è fatti per diventare qualcosa, pane, pizza, biscotti o quello che sia, ma se non capisci di che pasta sei fatta rimani lì ad ammuffire.   In C’era la luna siamo a Roma nel 1967 e la protagonista Sara Mei ci racconta cosa voleva dire essere ragazzina in quegli anni in cui le generazioni scavavano fossati ...

Il giorno dell’ape, di Paul Murray

... Immagino che chiunque lo vorrebbe. Essere come gli altri. Ma nessuno è come gli altri. È questa la sola cosa che abbiamo in comune. Bello, bellissimo. Lo dico subito perché mi esce dall’anima.  Il giorno dell’ape di Paul Murray , giustamente finalista al Booker Prize 2023 , mi ha travolta, non solo per la vicenda, ma per la scrittura. Straordinaria.  La famiglia Barnes vive in un paese vicino a Dublino ed è composta da quattro persone: Imelda e Dickie , i genitori, Cass e Pj i figli, adolescente lei, più piccolo lui. Vivono negli anni della crisi economica e il garage che gestisce Dickie sta fallendo. Crisi economica corrisponde a crisi familiare e, come spesso capita, il tappeto viene sollevato per la disperazione e da sotto escono rotoli di polvere che soffocano tutti quanti. Il fallimento del garage comporta il ritorno dal Portogallo del padre di Dickie, Maurice , uomo tutto d’un pezzo, carismatico, imperatore della vendita di macchine, marito di Peggy , donna fra...

Katie, di Michael McDowell

Katie contiene i miei omicidi più inquietanti ed è sicuramente il mio romanzo più crudele. Scriverlo è stato divertente. Da morire. – Michael McDowell Trovare dei begli horror gotici non è semplice. Per la trama. Ma trovarne pure ad alti livelli di scrittura letteraria è veramente difficilissimo. Per fortuna una mia amica mi ha prestato Katie di Michael McDowell . Sì, quello che è tornato in auge di bestia con la saga di Blackwater , pubblicato a puntate in una splendida edizione Neri Pozza, quella dalle copertine metallizzate e dal formato strepitoso. Si potrebbe pensare che siano due romanzi molto simili e invece la mia amica mi garantisce che sono invece molto differenti. Io mi fido ciecamente perché Blackwater ancora non l’ho letto, ma naturalmente rimedierò a brevissimo.  La vicenda si svolge nell’ America della Golden Age , tra il piccolo paese New Egypt e la metropoli New York. Katie Slape in realtà non è la protagonista, ma una sorta di “antieroina”, che con la sua catt...

La felicità nei giorni di pioggia, di Imogen Clark

Se solo si potesse dire alla versione più giovane di noi stessi di cosa bisogna preoccuparsi davvero. Siamo a York . Quattro amici, insieme dall’università che piano piano diventano indispensabili gli uni agli altri. Amici improbabili, diversissimi, che si ritrovano però a condividere la vita in modo scanzonato ma profondo. Ognuno con la sua particolarità: Angie , una famiglia assente alle spalle, è abituata a stare sola e a cavarsela, ha un animo sensibilissimo anche se all’inizio appare strafottente e indifferente agli altri e alle buone maniere; Leon è un preciso, pacato, pronto a soddisfare i bisogni degli altri prima dei suoi, con un talento nascosto per la musica; Maggie è l’organizzatrice, da sempre consapevole di voler fare l’avvocata, efficiente, affettuosa, dalla prima volta che lo vede attratta da Tiger , giramondo, in costante movimento, mai una relazione seria, mai una casa fissa.  Quando Angie rimane incinta di Jax – attivista ambientalista con cui ha una storia mo...

L'idiota, di Elif Batuman

  Preso a caso in biblioteca perché per una challenge “dovevo” leggere un libro finalista al Premio Pulitzer e mi è capitato davanti, mi ha fatto scoprire una finissima autrice, Elif Batuman , americana di origini turche, proprio come la protagonista di questo piccolo gioiello, che ha tratti ha del nonsense , e che mi ha ricordato un po’ Stoner . (Per completezza, il Premio Pulitzer è quello del 2018, edizione vinta da Less di Andrew Sean Greer, già messo in lista). L’idiota è Selin , come dicevamo turco-americana, diciannovenne matricola di Harvard del 1995. Appassionata – a tratti direi ossessionata – dalla linguistica, che studia – soprattutto il russo e l’ungherese – la sua difficoltà a comunicare trova sfogo nella scoperta delle email. Metro di misura del mondo, la letteratura è per Selin canale di comunicazione col mondo e quando comincia a parlarne con l’ungherese  Ivan tramite email, se ne innamora perdutamente.  Ma le sottigliezze insignificanti sono l’unica c...