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La Trilogia di Venti di tempesta, di Charlotte Link

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 Si è aperta una voragine quando ho chiuso per l'ultima volta Una difficile eredità , il terzo libro, conclusivo di quella che chiamo la Trilogia tedesca di Charlotte Link (dopo Venti di tempesta e Profumi perduti ). All'inizio pensavo fosse un plagio di Via col vento   (che considero uno dei libri della mia vita) sia per lo stile, sia per il carattere dei personaggi principali e per l'intreccio. Ma poi no, a parte qualche somiglianza, i due libri differiscono di molto, anche se secondo me un'ispirazione c'è stata. Felicia Lavergne è una donna tedesca dai freddi occhi grigi, che sa il fatto suo, tanto bella quanto egoista, disposta a sacrificare tutto sull'altare del successo professionale, ma anche disposta a correre inimmaginabili pericoli per la sua famiglia. Una contraddizione unica, che ricorda moltissimo Rossella O'Hara, anche se molto meno passionale. Come Rossella non vede l'amore vero ( Andreas ) per rincorrerne uno adolescenziale e a senso un

Un'amicizia, di Silvia Avallone

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 È brava la Avallone. Talmente brava da rendere molto bello un libro con una trama esile e personaggi a tratti improbabili. Un'amicizia è la storia del rapporto splendido/difficile tra Elisa – ragazza schiva, antiquata, con una famiglia complicata – e Beatrice – bellissima, ambiziosa, viziata ma tartassata da una madre esigentissima che la vorrebbe regina del mondo. Un' Amica geniale semplificata, diciamo. Semplificata perché qui non c'è quel fortissimo senso della Storia e del territorio (qui la vicenda si svolge negli anni Novanta a T., misteriosa località toscana sul mare da cui si vedono l'Elba e Montecristo) che c'è nei libri della Ferrante; è molto più breve, più semplice e anche i personaggi, diciamolo, sono molto meno definiti e "corposi".  Il libro è scritto in prima persona, dalla penna di Elisa, per cui, inevitabilmente, il punto di vista è il suo. Beatrice la conosciamo filtrata dalle parole di Elisa e nonostante questo risulta un personagg

Chiamami col tuo nome, di André Aciman

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- Ma è meglio il libro o il film?  - Ma il libro, certo, niente come la scrittura è capace di descrivere l'animo umano e ciò che vi si agita. Il film può "rendere" solo in parte la parola scritta. Questa formula è vera quasi sempre; la maggior parte dei film tratti dai libri, in modo più o meno azzeccato, sono inferiori ai "genitori" di carta. Ma ci sono indubbiamente delle eccezioni, in cui il film tiene testa al libro, anche se difficilmente lo supera: penso a Il gattopardo , Via col vento , Fight Club , Hunger Games , Harry Potter ... i primi che mi vengono in mente. Ma ci sono anche casi, rarissimi, in cui il film supera ampiamente il libro... Aspetta che ci penso... Mmmmm... non me ne viene in mente nessuno. Questo fino a ieri, finché non ho prima letto e poi visto Chiamami col tuo nome di André Aciman . E da oggi, voilà , ho un titolo! Trovo il film superiore al libro, incredibilmente.  Ancor più incredibilmente vista la natura stessa della trama. Se tram

Tre, di Valérie Perrin

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  Puro intrattenimento, ottimo. Dopo Il quaderno dell'amore perduto (bruttissimo il titolo italiano; suonava così bene in francese: Les Oubliés du dimanche  [I dimenticati della domenica])  e Cambiare l'acqua ai fiori , la Perrin torna a parlare di passato e di come il passato sia inevitabile vettore delle nostre vite, nel bene e nel male; come non possa cancellarsi; come possa essere rifugio e pietra al collo, consolazione e condanna. Banale? Un po', indubbiamente. Ripetitivo? Anche, forse. Ma devo dire che non mi stanca mai. È una di quelle autrici che non consiglio di leggere in modo "seriale"; penso che tra un libro e l'altro sia meglio inserire altre letture per non rischiare di cadere un po' nella reiterazione del meccanismo. Ma se si vuole "staccare il cervello" con letture di evasione, avvincenti e scritte bene, allora la Perrin per me è perfetta.  Con Tre ci porta a La Comelle , un paesino della Borgogna, uno di quelli da cui i ragazzi

Storie italiane, dal Nord al Sud

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  La saga familiare italiana spopola. E io, da sempre refrattaria a qualsiasi moda, questa volta me ne lascio affascinare e decido di leggere a distanza ravvicinata, una dietro l'altra, tre saghe che hanno fatto molto parlare: il ciclo dei Leoni ( I Leoni di Sicilia e L'inverno dei Leoni ) di Stefania Auci ( intervenuta proprio oggi al Salone del Libro di Torino 2021 ); La casa sull'argine di Daniela Raimondi e Gente del Sud. Storia di una famiglia di Raffaello Mastrolonardo. Faccio una premessa: ho avuto incertezze nel formulare questa recensione. La casa sull'argine mi accoglieva e respingeva allo stesso tempo, un libro scritto in modo scorrevole, che racconta una storia semplice e al tempo stesso intrisa di una certa oscurità, anche se stemperata dalle consuetudini paesane di una famiglia, quella dei Casadio , che vive a Stellata, un borgo contadino tra Emilia, Veneto e Lombardia . Quella dei Casadio è una famiglia spartita tra i discendenti di Giacomo, biondi e

Il racconto dell'ancella, di Margaret Atwood

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C'è una convinzione, che lettura dopo lettura si consolida dentro di me: le aspettative fottono. Scusate il termine, non proprio elegante, ma è l'unico che mi viene in mente. Sì, perché a furia di leggere commenti entusiastici, mirabolanti, a sentire urlare al capolavoro da ogni angolo del globo letterario, si finisce con il pensare che un libro sia un libro eccezionale e che quindi ci dovrà piacere tantissimo, da spellarsi le mani per gli applausi, da piangere di commozione davanti a cotanta beltade. Ecco, a volte invece un libro acclamato da tutti come un capolavoro, ci lascia completamente indifferenti, forse ancora di più che se avessimo pensato di avere tra le mani un libro "normale". Questo è quello che mi è successo con Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood. La totale indifferenza, condita da un po' di noia; non negando, naturalmente il fatto che la Atwood scrive in modo sublime, questo è certo. Ma la storia in sé mi ha lasciata fredda, insoddisf

Usciti di Senna, di Michel Bussi

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Divertente e curioso questo libro di Michel Bussi, uscito nel 2020 ma in realtà scritto nel 2008. Non raggiunge la bellezza di Ninfee nere e Quaderno rosso , che per me sono veri e propri romanzi, al di là dell'etichetta di genere giallo, ma è piacevole e appassionante. L'ambientazione è come sempre curiosa: la Rouen colorata e gremita di gente delle giornate dell' Armada , manifestazione che avviene ogni quattro o cinque anni e che consiste in una parata di velieri d'epoca provenienti da tutto il mondo, che animano le rive e le acque della Senna e che comportano festeggiamenti e bagordi per giorni di fila. Come sempre per i gialli non farò che accennare la trama, perché ogni altro dettaglio è di per sé uno spoiler. Uno dei primi giorni dell'Armada viene ritrovato sul Lungosenna il cadavere di un marinaio appartenente a uno dei velieri in parata, il Cuauhtémoc . Sul posto, il commissario Gustave Paturel , coadiuvato dai colleghi Colette Cadinot e Ovide Stepanu, si