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Una donna in guerra, di Roberto Costantini

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Difficilissimo questo commento a un libro che è il secondo di una serie. Rischio di spoilerare non solo questo, ma anche quello precedente, per cui rimando innanzitutto al commento a Una donna normale , primo libro che introduce il personaggio di Aba Abate e apre la strada a tutta la vicenda.  La prima cosa che mi sento di dire è che il libro non finisce e non c'è ancora una data certa di uscita del terzo, per cui se non siete pronti a restare appesi con il fiato sospeso, aspettate a leggerlo. Dopo essermi lavata la coscienza con questo avvertimento, procedo. Protagonisti di Una donna in guerra sono, in gran parte, gli stessi. Aba Abate , impiegata-madre e moglie-spia con lo nome in codice Ice ; suo marito Paolo e i due figli, Cristina e Federico , sempre alle prese con problemi quotidiani di crescita e di vita domestica; il collega di Aba,  Giulio Bonan e suo padre , avvocato divorzista con risvolti di mistero; il capo Maria Giovanna Cordero ; Jane Wesbach , americana agente

Un male necessario, di Abir Mukherjee

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L'ho comprato d'impulso con la promozione Feltrinelli due libri a 10 euro. L'ho comprato attratta dalla sinossi e dalla copertina con l'asinello. Non ho fatto bene, ho fatto benissimo. Abir Mukherjee , britannico di origini indiane, ha vinto il premio letterario Ellis Peters Historical Award con il libro precedente a questo, L'uomo di Calcutta , con protagonista sempre Sam Wyndham , capitano della polizia inglese di stanza nella capitale del Bengala Occidentale. La vicenda si svolge nel 1920, quando Wyndham e "Surrender-Not" Banerjee , sergente indiano, sono testimoni dell'omicidio del principe ereditario Adhir  Singh Sai di Sambalpore a opera di un killer professionista abbigliato e truccato come un seguace di Jagannath, il dio senza braccia e senza gambe, dai grandi occhi, "originario" di Puri (Orissa). Ma, come spesso succede, la religione cela scopi molto terreni. L'indagine porterà Wyndham e Banerjee al Palazzo del Sole di Sambalpore

La signorina Crovato, di Luciana Boccardi

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La signorina Crovato non è il mio genere, ma visto che mi è stato regalato da un'amica carissima, l'ho letto e mi è piaciuto moltissimo (confermando il fatto che quando un'amica ti conosce riesce a regalarti il libro giusto, anche quando sembra che non lo sia). La vicenda di Luciana – la signorina Crovato – inizia a Venezia nel 1936, quando il padre, sorpreso dal violento incendio di un cinema, deve rimanere mesi in ospedale fino a uscirne cieco e duramente provato nel corpo e nello spirito. Il giorno dell'incidente segnerà l'inizio di una vita "nomade", di famiglia in famiglia, per la piccola Luciana, che alla fine tornerà a casa in seno a mamma e papà, che però non sono più gli stessi. E nemmeno lei lo è, così ferita e allo stesso tempo temprata dall'essere stata costretta a crescere in fretta e capace dei più vari e umili lavori. Le cose a quei tempi non funzionavano come ora: le bambine affidate a famiglie estranee per disgrazia, dovevano lavorar

Il decoro, di David Leavitt

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  Non conoscevo Leavitt e mi sono fatta tentare da Il decoro durante la promozione Feltrinelli dalla sinossi; è stato quindi un acquisto d'istinto. Non sempre ci azzecca, ma in questo caso è stato bravissimo, perché è un libro non solo bellissimo, scritto benissimo, ma soprattutto molto intelligente e, appunto, elegante. «Decoro - 1. Dignità che nell'aspetto, nei modi, nell'agire, è conveniente alla condizione sociale di una persona o di una categoria». La categoria in questo caso è l' upper class americana che deve fare i conti con la vittoria di Trump alle disastrose elezioni del 2016. La storia ruota intorno alla figura di Eva Linquist , così come il mondo degli altri protagonisti del romanzo, che continuano a parlare di lei, contemporaneamente chiedendosi perché continuano a parlare di lei. Ma lei è indubbiamente il magnete che tiene insieme gli altri corpi con la sua forza d'attrazione, sebbene non si comprenda mai da cosa derivi questa forza. Eva, moglie di u

Lungo petalo di mare, di Isabel Allende

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Devo fare una premessa: io non sono un'amante della letteratura sudamericana, e in realtà neanche della scrittura al femminile: ma, non si sa per quale paradossale crasi, amo le scrittrici sudamericane. E insieme alla Serrano e alla Belli, ho una passione per la Allende. Penso che La casa degli spiriti resti il suo capolavoro, ma questo ultimo libro mi è enormemente piaciuto, per come sa parlare dei popoli oltre che delle persone e per come dimostra il legame indissolubile di qualsiasi vita con quello che accade intorno. Vero, erano anni particolarissimi, ma tutti i giorni la Storia del mondo decide delle nostre vite presenti e future. E libri come questo sono fondamentali per comprendere e per imparare, più di tanti libri di Storia... Finita la premessa.  Il «lungo petalo di mare e vino e neve... con un nastro di schiuma bianca e nera» è il modo in cui Pablo Neruda descrive il Cile, il lungo Paese bislungo che "chiude" il Sudamerica. Quel Neruda, che volle portare i pro

L'arminuta, di Donatella Di Pierantonio

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 Lo dico subito: non mi sono strappata i capelli. Anzi. Ho letto L'arminuta  di Donatella Di Pierantonio spinta dall'enorme entusiasmo suscitato da questo romanzo vincitore del Premio Campiello 2017 e tornato in auge dopo l'uscita del suo seguito Borgo Sud , candidato allo Strega di quest'anno. Per carità, è scritto bene, l'ho letto in un giorno e mezzo, la storia acchiappa. Ma... c'è sempre quel "ma" che mi aleggia intorno quando leggo letteratura italiana "molto" contemporanea. Sono pochi gli autori che sfuggono a questo "ma" (Scurati, Fontana, Ammanniti, Ferrante...).  La storia è molto semplice: l'arminuta, che significa in dialetto abruzzese «la ritornata», torna in seno alla famiglia di origine, di cui non conosce nemmeno l'esistenza, e da cui era stata allontanata per varie cause legate all'indigenza della coppia dei genitori naturali. Il passaggio è durissimo: lei, abituata dalla famiglia "affidataria"

Solo il tempo lo dirà, di Jeffrey Archer (primo libro della saga dei Clifton)

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Una cosa a caldo: voglio il secondo subito!!! Ho iniziato la saga dei Clifton dopo aver letto un commento su un gruppo di lettura e, per curiosità, ho preso questo primo volume - Solo il tempo lo dirà - in biblioteca. Adoro il genere: storie personali di famiglie inglesi a partire dagli anni Trenta si intrecciano alla Storia del mondo che sta per precipitare nell'incubo della Seconda Guerra Mondiale. Due famiglie, una ricca e influente, i Barrington , l'altra di umile estrazione e al servizio della prima, i Clifton , si ritrovano a condividere un comune destino, tra affari, crimini, amicizia e amore.  Il libro è succulentissimo. Ci sono tutti gli ingredienti dell'intrattenimento à la Downton Abbey. L'autore, Jeffrey Archer , classe 1940, ha avuto una carriera politica, candidato sindaco di Londra e scrive con uno stile elegante e modernissimo, con molto dialogo, accuratezza di analisi psicologica dei personaggi e descrizioni fedeli e interessanti della vita scolastica