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Una donna normale, di Roberto Costantini

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  Roberto Costantini non mi delude mai. Mai. Dopo aver divorato la Trilogia del male e tutti i libri con Balestrieri, anche Una donna normale mi ha tenuta sul divano a consumarmi occhi e cervicale fino a che non l'ho finito.  Naturalmente accennerò solo la trama perché qualsiasi approfondimento è già spoiler, per cui mi limiterò a dire che la donna normale del titolo è Aba Abate , quarantenne, moglie e madre di due figli adolescenti, efficiente e dedita alla famiglia, che però è anche Ice , agente segreto freddo e calcolatore, cresciuta da un padre a sua volta agente che l'ha educata alla prudenza - la sicurezza prima di tutto - e sotto la regola ferrea del «prima di qualsiasi questione personale viene il bene comune». Aba si trova quindi a essere Ice durante la gestione delicatissima di una minaccia all'Italia - e quindi ai suoi figli - senza poter rivelare a nessuno, neanche alla sua famiglia, la sua identità nascosta. In missione tra Libia, Francia e Niger, rischia quot

Prima di noi, di Giorgio Fontana

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Un grande romanzo, così mi sento di definire Prima di noi di Giorgio Fontana . Un grande romanzo in cui la Storia del nostro Paese scorre tra le pagine parallela e intrinsecamente legata alla storia della famiglia Sartori, friulana di origine e lombarda di adozione, che attraverso le generazioni ci conduce in modo avventuroso e profondo tra le pieghe del nostro passato, del nostro presente e, in parte, del nostro futuro. La vicenda inizia durante la Grande Guerra, con Maurizio Sartori  che, disertore, troverà rifugio presso una famiglia in Friuli, che diventerà, suo malgrado la sua. Figli, che diventano padri, che diventano nonni, in un susseguirsi di storie personali che fanno parte di un unico grande corpus : la storia dell'essere umano. Grande Guerra, Seconda Guerra Mondiale, i partigiani, la Ricostruzione, le lotte operaie, gli Anni di Piombo, la lotta armata, l'anarchia, gli anni Ottanta, il berlusconismo, il vuoto politico e sociale, la fuga verso l'estero, il nostro

La lacrima del diavolo, di Jeffery Deaver

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Adoro Deaver, per svariati motivi, ma più di tutto perché è l'autore in cui mi "rifugio" quando voglio leggere qualcosa che mi faccia staccare totalmente il cervello, ma con qualità. Ho letto quasi tutto, soprattutto della serie di Lincoln Rhyme/Amelia Sachs e della serie di Kathryn Dance. Amo le serie con personaggi ricorrenti e penso che in questo Jeffrey Deaver sia tra i migliori (come anche Fred Vargas con Adamsberg e i Tre evangelisti e Michael Connelly con Bosch). Questo libro, La lacrima del diavolo , invece, è fuori da una serie, anche se Rhyme e Sachs compaiono in un cammeo in cui danno delle indicazioni utili all'indagine per telefono, come se Deaver volesse sempre fare rientrare tutto il suo lavoro in un unico flusso, cosa che fa spesso, che mi piace moltissimo e che trovo interessante per dare continuità a una produzione così vasta e varia. La cosa eccezionale è che  La lacrima del diavolo l'ho letto (li ho letti tutti), ma non mi ricordo una virgola

Canone inverso, di Paolo Maurensig

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Ho letto Canone inverso sull’onda dell’entusiasmo per La variante di Lüneburg e non sono rimasta delusa, anzi, ma… Sì, c’è un “ma”, anche se premetto che mi è piaciuto moltissimo. Andiamo con ordine. Anche in Canone inverso la narrazione procede per scatole cinesi con punti di vista differenti e flashback. Protagonista assoluta del libro è la Musica , che da arte diventa vita, che diventa metafora di meccanismo del pensiero (così come il gioco degli scacchi è stato per La variante ). Anche qui Maurensig gioca con i generi (il mistery, il giallo, il romanzo psicologico) e usa un linguaggio primonovecentesco che crea un’atmosfera perfetta per immergersi nel mondo dell’arte musicale del periodo prebellico. Come per La variante non è importante essere esperti di scacchi, così non essere particolarmente esperti dell’arte musicale, non preclude l’enorme piacere della lettura di Canone inverso , ma, appunto, ma… La trama è semplice: un uomo acquista a un’asta di strumenti musicali da Christ

La variante di Lüneburg, di Paolo Maurensig

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  Ho trovato per caso, tra altri libri, sistemando una casa per affittarla, La variante di Lüneburg di Paolo Maurensig. Incuriosita, non conoscendo l’autore né il titolo mi sono informata, scoprendo che è considerato un capolavoro nel suo genere. Beh, lo confermo. L’ho letto in un giorno, senza riuscire a staccarmene. Non amo etichettare i libri per genere, ma se dovessi farlo per questo, onestamente non saprei dove collocarlo. Inizia come un giallo, con la morte di un uomo d’affari e scacchista, Dieter Frisch , che viene catalogata come suicidio. Ma sul cui corpo viene ritrovata una scacchiera di stoffa, cosa che fa pensare invece più a un’esecuzione. Con un flashback del giorno prima della morte, ritroviamo Frisch in treno impegnato in una partita a scacchi con un collega. A un certo punto nello scompartimento entra un uomo, Hans Mayer , che comincia a raccontare una storia sul suo maestro-mentore-padre adottivo, Tabori , ex detenuto del lager di Berger Belsen che si scoprirà avere

Donne che comprano fiori, di Vanessa Montfort

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Un negozio di fiori incastonato in un vivace e artistico barrio di Madrid; una fioraia eccentrica e misteriosa; cinque donne, ognuna con le proprie paure e le proprie particolarità, unite dall’abitudine di comprare fiori; un’amicizia salvifica nata all'ombra di un ulivo centenario, sulle vestigia di un antico cimitero. Questi gli ingredienti di Donne che comprano fiori , di Vanessa Montfort, delicatissimo libro scritto in prima persona da Marina , quarantenne fresca di vedovanza che si ritrova un po’ per sbaglio a lavorare al Giardino dell’Angelo, il negozio di fiori gestito da Olivia , dove conoscerà le altre quattro donne protagoniste: Casandra , diplomatica di successo, che compra fiori da mandare a se stessa per dimostrare ai colleghi di avere una vita privata; Aurora , talentuosa pittrice, vergine trentacinquenne che, aspirante Madonna, vorrebbe diventare madre senza un compagno; Galatea , stilista mangia-uomini, incapace di amare ma incapace di non amare; e Victoria , moglie

Quando tutto diventò blu, di Alessandro Baronciani

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Soffro d’ansia. Non da sempre, ma da abbastanza per poter affermare che è una brutta compagnia. E, per ben chiare ragioni, questo periodo certo bene non fa. Ho retto meglio di quello che temevo, ma non essendo Wonder Woman, ahimè, spesso e volentieri devo arrendermi al fatto che lei, l'ansia, prende il sopravvento, scandisce le mie giornate e decide cosa riesco a fare, pensare, progettare. Poi invece ci sono le volte in cui vinco io e allora, cara mia, la musica cambia.   Solitamente non leggo libri che trattano l’argomento perché ne ho già abbastanza nella mia vita reale per andarmela a cercare pure in letteratura. Tuttavia ho letto libri con personaggi che soffrono d’ansia e hanno attacchi di panico. Alcuni mi hanno commossa, con altri ho sentito empatia, altri li avrei mandate a quel paese. Tutto questo per dire che quando la mia amica/spacciatrice di libri Katia mi ha prestato Quando tutto diventò blu di Alessandro Baronciani, ero indecisa se leggerlo o no. Non sono un’appassi