Passa ai contenuti principali

Post

La figlia oscura, di Elena Ferrante

Ok, posso confermare che trovo Elena Ferrante la più discontinua scrittrice vivente. Dopo aver amato il ciclo dell' Amica geniale , apprezzato molto I giorni dell'abbandono e trovato L'amore molesto insopportabile (l'ho mollato!), questo La figlia oscura   rientra nel novero dei libri che mi sono piaciuti meno nella vita. Sarà un commento molto breve perché non so neanche cosa dire. Un grande «boh!» mi si è disegnato in fronte.  Trama: Leda è una donna divorziata, con due figlie che sono andate a vivere col padre in Canada. Alleggerita dalle responsabilità di madre, si prende una vacanza e affitta una casa sul Mar Jonio. In spiaggia conosce una famiglia strana e dall'aspetto delinquenziale con cui inizia un bizzarro rapporto, soprattutto con uno dei componenti: una giovane donna, Nina , con una bambina, Elena , piuttosto capricciosa. Il marito, un uomo ambiguo e volgarotto, va a trovarla solo nel week end. Questo rapporto si fa via via più inquietante, soprattut
Post recenti

Nostalgia, di Eskhol Nevo

Nostalgia, che bellissima parola. Evoca periodi felici, luoghi belli, sapori dolci e odore di pulito. Evoca protezione, cura, sorrisi, respiri, cieli azzurri e acque placide. Evoca giocattoli a Natale, tricicli rossi, la piazza San Marco di Venezia piena di piccioni e di acqua alta, corse in campagna con le ginocchia sbucciate; evoca chiavi in serrature nuove e divani sfondati dagli amici; evoca cene a lume di candela e gatti accoccolati in fondo al letto; evoca tepore e vapore di tè alla vaniglia... Ed evoca un luogo sicuro. Penso che un luogo sicuro è ingrediente necessario a una buona nostalgia. Possiamo avere nostalgia di un luogo o di un periodo in cui cadevano le bombe, per esempio, o in cui c'erano fame e freddo? Boh, forse sì se nonostante tutto eravamo felici. Ma non immagino di avere nostalgia di un qualcosa che in un modo o nell'altro mi facesse sentire esposta corpo o mente a qualcosa di pericoloso...  Comunque, al di là dei miei viaggi mentali, penso che la nostalg

Violette di marzo, di Philip Kerr

Molto più di un giallo. Molto, molto di più. Anzi, più romanzo storico, indubbiamente questo, con cui Philip Kerr ci trascina nelle alte sfere del Reich, al culmine del potere politico di Hitler. Siamo a Berlino nel 1936 , alla vigilia delle Olimpiadi, in piena ascesa nazista, quando la Germania si preparava a scatenare la Seconda Guerra Mondiale, ma ancora non era chiaro cosa avesse in testa Hitler. Nella storia incontriamo quindi Göring, Himmler, la Gestapo, già terrificanti, ma con ruoli storici ancora solo abbozzati, ancora riscuotenti molto consenso nella popolazione, ma già intenti a diffondere odio e paura, deportando ebrei e oppositori politici, facendo sparire chiunque dissentisse dal regime. «Sì, ho notato che la pioggia era un po' più tiepida del solito. Almeno un'estate di merda è qualcosa di cui non possono incolpare gli ebrei». «Non ci sperare troppo», gli risposi.  In questo clima Bernie Gunther – detective privato, ex poliziotto, veterano di guerra, poco incli

Quando le montagne cantano, Nguyen Phan Que Mai

 Leggere Quando le montagne cantano in questi giorni non è solo leggere un romanzo. Non è possibile affrontare questa storia senza avere nelle orecchie e negli occhi quello che sta accadendo in Ucraina. Semplicemente non si può, se si ha un minimo di percezione del mondo. Anche inconsciamente, anche involontariamente, il pensiero va lì. Per questo vorrei considerare questo commento intero una nota a margine .  Le sfide affrontate dal popolo vietnamita nel corso della Storia sono come montagne altissime. Se sei troppo vicino, non puoi scorgerne le vette. Ma, allontanandoti dalle correnti della vita, riesci a guardarle in tutta la loro maestosità. Le montagne che cantano è un riferimento a una razza di uccelli che accompagnavano i soldati nella giungla vietnamita con una voce così intensa che sembrava la voce delle montagne. Questa razza di uccelli fu sterminata dalle sostanze chimiche che gli americani sganciavano dal cielo con lo scopo di far morire la flora per rendere visibili le co

I giorni dell'abbandono, di Elena Ferrante

 Scrittrice versatile Elena Ferrante . Dopo aver amato moltissimo il ciclo dell' Amica geniale e mollato a metà, detestandolo, L'amore molesto , ho letto questo I giorni dell'abbandono senza aspettarmi nulla. E mi sono trovata a leggere un romanzo completamente diverso da entrambi gli altri due.  I giorni dell'abbandono sono quelli che si trova a vivere Olga , dopo che il marito Mario , da un giorno all'altro, se ne va, lasciando lei, i due bambini, Ilaria e Gianni , e il pastore tedesco Otto , per un'altra donna, Carla , molto più giovane di lui. Tutto qui. Quello di Olga è un flusso di coscienza – scritto in prima persona – che ripercorre azioni e pensieri di quel periodo difficilissimo come è quello che segue l'abbandono da parte di una persona amata. E che ti cambia. Olga si ritrova a provare cose che non pensava di poter provare, a fare cose che non pensava di poter fare – come la parentesi erotica con il vicino di casa, Carrano , che sarà poi un per

Raccontami qualcosa di bello, di Massimo Vacchetta

 Ci sono momenti in cui anche la grande letteratura nulla può. In cui i grandi autori, seppur siano sempre un balsamo per l'anima, non bastano. In cui si ha bisogno di un libro che non stimoli il cervello, ma coccoli l'anima. Per questo, dopo aver abbandonato Tolstoj e Irving, ho preso in mano un libro che mi è stato regalato per completare un ciclo e, voilà, quello che ci voleva era proprio lui! Massimo Vacchetta l'ho conosciuto attraverso il suo primo libro, 25 grammi di felicità , in cui racconta come la piccola riccetta Ninna sia stata lo stimolo per iniziare quell'avventura straordinaria che è il lavoro di Vacchetta al suo centro per la tutela del riccio Centro Recupero Ricci "La Ninna" , a Novello, in provincia di Cuneo. Dopo 25 grammi di felicità seguono Cuore di riccio , Ninna. Il piccolo riccio con un grande cuore   (con illustrazioni e foto meravigliose) e questo ultimo  Raccontami qualcosa di bello , dove accanto al lavoro con i ricci, corre parall

Sosteniamo Pereira! (Sostiene Pereira, di Antonio Tabucchi)

Come capita a volte, lascio la parola ad Antonella Cicalò per commentare un libro che mi è piaciuto molto, premettendo che le sue parole sono anche le mie e che possono considerarsi delle Note a margine a un testo che non ha bisogno di riassunti.  Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi è un piccolo volume uscito nel 1994 e giunto alla 46a edizione nell'Universale Economica Feltrinelli. Forse non sosterrà il peso della sua fama che tra i tanti di Tabucchi ne ha fatto un'opera particolarmente fortunata anche grazie all'interpretazioni di un Mastroianni affaticato e perciò particolarmente in parte nel film di Roberto Faenza del 1995. Detto ciò l'edizione con l'introduzione di Andrea Bajani e la nota di chiusura dello stesso Tabucchi, pubblicata su Il Gazzettino nel settembre del '94, ne fa davvero una creatura letteraria di grande valore culturale ed emotivo. In un'epoca gravata di peccati morali veniali e che diventano oggi via via più mortali fa piacere vol