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Giorni memorabili, di Michael Cunningham

Whitman è stato l’ultimo grande uomo che ha veramente amato il mondo. Le macchine stavano appena cominciando ad avanzare quando visse lui. Se potessimo tornare a un’era come quella di Whitman, forse potremmo amare di nuovo il mondo. Michael Cunningham è indubbiamente uno dei miei autori preferiti. Le ore , Una casa alla fine del mondo , Carne e sangue ... Uno più bello dell’altro. Ed è un autore versatile, con uno stile preciso, ma pronto a storie sempre diverse. Questo Giorni memorabili , scovato in una vecchia edizione al Libraccio tra i libri a 2 euro, è completamente diverso da ogni altro suo romanzo. Tre storie, tempi diversi, tre personaggi che ricorrono in tutte e tre le vicende anche se con caratteristiche e ruoli diversi. Un’unica linea temporale che parla di corsi e ricorsi, di evoluzione, di consequenzialità... Dove finisce una storia ne inizia un’altra, nuova, ma necessariamente figlia della precedente.  Luke (o Lucas,un bambino), Simon  (un ragazzo, un mezzo...
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L’uomo marchiato, di Robert Galbraith

Ah, Rowling Rowling, perché sei tu Rowling? (O Robert Galbraith , ma ormai penso tutti sappiano che è uno pseudonimo), Il mio rapporto di odio/amore con lei è sempre più ambiguo. Non compro più i suoi libri per una mia particolare forma di protesta nei confronti del suo operato coerente, per carità, con il suo pensiero. Attenzione, la si più pensare come si vuole e avere le proprie idiosincrasie, i propri “razzismi” e quant’altro, ma quando vengono finanziate certe aberranti iniziative politiche... ecco lì mi fermo con la tolleranza. Mi sembra incredibile che una donna che ha creato Harry Potter possa avere certe idee e portarle avanti con tale foga e mole di denaro. Quindi ho deciso, per mia personalissima pace interiore, di non comprare più i suoi libri, ma di leggerli solo presi in biblioteca, per rispettare il suo pensiero ma contemporaneamente non incrementare il denaro che può andare in certe politiche abominevoli. Questo il motivo per cui ci ho messo così tanto a leggere questo ...

Trilogia della morte con lieto fine, di Massimo Canepa e Paolo Faroni

Dai, diciamolo, il teatro a volte può risultare ostico da leggere. Un po’ perché i testi sono spesso strettamente legati alla messinscena, un po’ perché obbliga a uno sforzo immaginativo data la mancanza di descrizioni ambientali e psicologiche. È una letteratura di personaggi. E questi devono avere una profondità di parola espressiva molto superiore a quella della narrativa. Cosa pensa il personaggio? Perché? Quali sono le sue aspettative? Qual è il suo passato? E che relazioni ha con gli altri personaggi, che a loro volta pensano e agiscono senza che ci dicano il perché? Il buon testo teatrale è quello che a queste domande semplicemente non risponde perché non ce n’è bisogno, perché il suo “qui e ora” è sufficiente a renderlo “umano”.  Ecco, Massimo Canepa e Paolo Faroni , componenti del gruppo Blusclint , in questa Trilogia della morte con lieto fine ci fanno conoscere personaggi così, che esistono, vivono, hanno senso in quell’alveo lì, quello di un testo breve, efficace, in ...

La ragazza di Savannah, di Romana Petri

La cosa più difficile [...] è mettere d’accordo il pensiero con le parole una dietro l’altra. E quindi la scrittura è allenamento, è una disciplina, ma anche qualcosa di più. [...] Beh, ti dico che scrivere significa impolverarsi sulla strada della vita. E che per farlo hai bisogno di un granello di stupidità. Regina Cline  nasce in una famiglia molto cattolica, molto in vista; anche  Edward O’Connor  viene da una famiglia economicamente solida, e lavora nell’azienda del padre dopo la carriera militare nella Prima guerra mondiale. Dalla loro unione: Il 25 marzo del 1925 nacque la loro unica figlia in un ospedale accanto alla cattedrale di Sa Giovanni Battista, a pochi passi dalla scuola femminile. Venne subito battezzata e le diedero il nome di Mary Flannery. Mary Flan,  La ragazza di Savannah , da grande si farà chiamare  Flannery O’Connor  e diventerà la scrittrice cattolica del Sud più influente della sua epoca, ammirata dai grandi della letteratura. Ama...

Quella sporca dozzina 2025: i migliori dell’anno, a margine

La biblioteca dell’abbazia di San Floria, vicino a Linz (Austria) ©Wolfgang Gritz Il 2025 è stato a tratti un po’ moscio per le letture; purtroppo la voglia di stare a leggere sempre si scontra con questa piaga necessaria che è il lavoro. Ma per fortuna c’è, per cui va benissimo così. Ma ho anche incontrato autori e autrici veramente fantastici e ne sono felice. Anche se per il secondo anno di fila non ho finito la challenge del gruppo che seguo su Fb. Va beh, come si dice: non conta la quantità ma la qualità. Verissimo. Per cui, ecco i miei migliori del 2025! Come sempre dico non sono un’insegnante, per cui non do voti; non sono un ente regionale per cui non assegno stelle; non sono una disfattista, per cui non segnalo i libri che non mi sono piaciuti. Mi piace dare consigli e questo farò, senza pensare agli equilibri, più uomini o più donne, più non-fiction o più romanzi, più giovani o più vecchi, o case editrici ricorrenti e non... Solo gusto personale. Semplicemente, questi sono i ...

La biblioteca di mezzanotte, di Matt Haig

La biblioteca di mezzanotte di Matt Haig è diventato un caso editoriale stando granitico al primo posto delle classifiche in Inghilterra per sette settimane consecutive. Pur non deponendo a favore delle classifiche letterarie inglesi, è comprensibile. È un romanzo semplice. “regalabile”, pieno di buoni sentimenti e insegnamenti basilari sulla vita, senza scosse, che richiede uno sforzo mentale molto basso. Nora vuole morire: la sua vita sentimentale è un disastro, il lavoro fa schifo, ha deluso tutti e le è pure morto il gatto. Fatto sta che prova a farla finita, ma si ritrova in una biblioteca piena di libri verdi, abitata dalla bibliotecaria della scuola Mrs Elm , che diventa una sorta di Virgilio a guidarla nei meandri delle “vite che avrebbe potuto vivere se” – in ogni universo parallelo Nora e noi tutti viviamo infinite altre vite in cui possiamo capitombolare per vedere come va se ci piace ed eventualmente fermarcisi. Così Nora prova a vedere cosa sarebbe successo se avesse sp...

La simmetria dei desideri, di Eshkol Nevo

Quanto scrive bene Eshkol Nevo , mamma mia. Dopo aver amato  Nostalgia  torno a perdermi nella sua potenza evocativa in La simmetria dei desideri , un libro adorato in patria e nel mondo, che ha segnato una generazione, quella di Tel Aviv del terrorismo, dei Territori, del quotidiano interrogarsi su se stessi e il mondo che caratterizza parte della popolazione israeliana. La vicenda si svolge tra Tel Aviv è Haifa e vede protagonisti quattro “amici-per-la-pelle”, ognuno alle prese con la sua vita e quella degli altri, che decidono una sera di scrivere su un bigliettino i propri desideri, che devono essere realizzati entro la finale dei Mondiali 2002, quando sicuramente la Nazionale israeliana sarà qualificata a partecipare. Sono Ofir , bello, riccioluto, il suo desiderio è quello di scrivere un libro; Amichai , il primo a mettere su famiglia con Ilana la piagnona e fare figli – due gemelli: Nimrod e Noam –, vuole aprire una clinica di medicina olistica per aiutare la gente a...