Preso a caso al Libraccio, La montagna del padre , opera prima di Philipp Lewis , è un libro molto doloroso, molto bello, un pugno nello stomaco. È la storia di una famiglia come tante dell’America provinciale degli Appalachi: Old Buckram è una cittadina, potremmo dire un villaggio, dove non c’è nulla, non si spera nulla, non si vede futuro. E infatti il protagonista Henry Aster , che racconta in prima persona, scappa appena può, va al college, e si lascia dietro la madre Eleanor e l’amatissima sorella Threnody , che si chiama così perché «fa quasi rima con Trinità». Della famiglia fanno parte anche il nonno Helton e la nonna Maddy , i genitori del padre. Il padre . Tutta la vita di Henry ruota intorno al padre, che è venuto al mondo con un dono, un dono che potrebbe diventare gloria e felicità e che presto si trasforma in una prigione, in cui si dibattono rancori, frustrazioni e ossessioni. Lui legge. Legge come se dipendesse la sua esistenza. Legge e dai libri trae... ...
«Orca madosca» che carino, molto carino. Direi niente di più, ma è un libro adatto a tante età diverse, molto intelligente, un po’ inconcludente, ma da leggere senza pensieri. Speravo in un finale un po’ sorprendente à la Joël Dicker , ma tutto sommato è carino così. Semplice, divertente: la voce è quella di una ragazzina, Joséphine , che va a una scuola per bambini speciali insieme ad altri ragazzini un po’ “strambi“: Yoshi non parla, Artie è ipocondriaco, Otto sa tantissime cose, Giovanni è ricchissimo e sempre molto azzimato, Thomas è fissato col karate perché il padre lo insegna. La scuola si allaga – anzi, viene allagata dolosamente – e l’amatissima maestra Jennings con i suoi alunni viene trasferita nella scuola dei “normali”, accolti tra trombe e tamburi dal Direttore . Lì i bambini apriranno un’indagine per capire chi ha allagato la scuola, tra rocamboleschi inseguimenti,...