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Quella sporca dozzina 2025: i migliori dell’anno, a margine

La biblioteca dell’abbazia di San Floria, vicino a Linz (Austria) ©Wolfgang Gritz Il 2025 è stato a tratti un po’ moscio per le letture; purtroppo la voglia di stare a leggere sempre si scontra con questa piaga necessaria che è il lavoro. Ma per fortuna c’è, per cui va benissimo così. Ma ho anche incontrato autori e autrici veramente fantastici e ne sono felice. Anche se per il secondo anno di fila non ho finito la challenge del gruppo che seguo su Fb. Va beh, come si dice: non conta la quantità ma la qualità. Verissimo. Per cui, ecco i miei migliori del 2025! Come sempre dico non sono un’insegnante, per cui non do voti; non sono un ente regionale per cui non assegno stelle; non sono una disfattista, per cui non segnalo i libri che non mi sono piaciuti. Mi piace dare consigli e questo farò, senza pensare agli equilibri, più uomini o più donne, più non-fiction o più romanzi, più giovani o più vecchi, o case editrici ricorrenti e non... Solo gusto personale. Semplicemente, questi sono i ...
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La biblioteca di mezzanotte, di Matt Haig

La biblioteca di mezzanotte di Matt Haig è diventato un caso editoriale stando granitico al primo posto delle classifiche in Inghilterra per sette settimane consecutive. Pur non deponendo a favore delle classifiche letterarie inglesi, è comprensibile. È un romanzo semplice. “regalabile”, pieno di buoni sentimenti e insegnamenti basilari sulla vita, senza scosse, che richiede uno sforzo mentale molto basso. Nora vuole morire: la sua vita sentimentale è un disastro, il lavoro fa schifo, ha deluso tutti e le è pure morto il gatto. Fatto sta che prova a farla finita, ma si ritrova in una biblioteca piena di libri verdi, abitata dalla bibliotecaria della scuola Mrs Elm , che diventa una sorta di Virgilio a guidarla nei meandri delle “vite che avrebbe potuto vivere se” – in ogni universo parallelo Nora e noi tutti viviamo infinite altre vite in cui possiamo capitombolare per vedere come va se ci piace ed eventualmente fermarcisi. Così Nora prova a vedere cosa sarebbe successo se avesse sp...

La simmetria dei desideri, di Eshkol Nevo

Quanto scrive bene Eshkol Nevo , mamma mia. Dopo aver amato  Nostalgia  torno a perdermi nella sua potenza evocativa in La simmetria dei desideri , un libro adorato in patria e nel mondo, che ha segnato una generazione, quella di Tel Aviv del terrorismo, dei Territori, del quotidiano interrogarsi su se stessi e il mondo che caratterizza parte della popolazione israeliana. La vicenda si svolge tra Tel Aviv è Haifa e vede protagonisti quattro “amici-per-la-pelle”, ognuno alle prese con la sua vita e quella degli altri, che decidono una sera di scrivere su un bigliettino i propri desideri, che devono essere realizzati entro la finale dei Mondiali 2002, quando sicuramente la Nazionale israeliana sarà qualificata a partecipare. Sono Ofir , bello, riccioluto, il suo desiderio è quello di scrivere un libro; Amichai , il primo a mettere su famiglia con Ilana la piagnona e fare figli – due gemelli: Nimrod e Noam –, vuole aprire una clinica di medicina olistica per aiutare la gente a...

La montagna del padre, di Philipp Lewis

  Preso a caso al Libraccio, La montagna del padre , opera prima di Philipp Lewis , è un libro molto doloroso, molto bello, un pugno nello stomaco.  È la storia di una famiglia come tante dell’America provinciale degli Appalachi: Old Buckram è una cittadina, potremmo dire un villaggio, dove non c’è nulla, non si spera nulla, non si vede futuro. E infatti il protagonista Henry Aster , che racconta in prima persona, scappa appena può, va al college, e si lascia dietro la madre Eleanor e l’amatissima sorella Threnody , che si chiama così perché «fa quasi rima con Trinità». Della famiglia fanno parte anche il nonno Helton e la nonna Maddy , i genitori del padre. Il padre . Tutta la vita di Henry ruota intorno al padre, che è venuto al mondo con un dono, un dono che potrebbe diventare gloria e felicità e che presto si trasforma in una prigione, in cui si dibattono rancori, frustrazioni e ossessioni. Lui legge. Legge come se dipendesse la sua esistenza. Legge e dai libri trae... ...

La catastrofica visita allo zoo, di Joël Dicker

«Orca madosca» che carino, molto carino. Direi niente di più, ma è un libro adatto a tante età diverse, molto intelligente, un po’ inconcludente, ma da leggere senza pensieri. Speravo in un finale un po’ sorprendente  à la  Joël   Dicker , ma tutto sommato è carino così. Semplice, divertente: la voce è quella di una ragazzina,  Joséphine , che va a una scuola per bambini speciali insieme ad altri ragazzini un po’ “strambi“:  Yoshi  non parla,  Artie  è ipocondriaco,  Otto  sa tantissime cose,  Giovanni  è ricchissimo e sempre molto azzimato,  Thomas  è fissato col karate perché il padre lo insegna. La scuola si allaga – anzi, viene allagata dolosamente – e l’amatissima maestra  Jennings  con i suoi alunni viene trasferita nella scuola dei “normali”, accolti tra trombe e tamburi dal  Direttore .  Lì i bambini apriranno un’indagine per capire chi ha allagato la scuola, tra rocamboleschi inseguimenti,...

Un solo paradiso, di Giorgio Fontana

Ecco cos’era Milano. Era una città di addii. Ma quanto scrive bene Giorgio Fontana ? Riesce a descrivere le pieghe dell’animo umano in modo così preciso e così poetico insieme! E com’è versatile. Morte di un uomo felice parla di legge, magistratura, terrorismo; Prima di noi   è un grande (e meraviglioso) affresco storico-familiare; Per legge superiore è una riflessione etica ed esistenziale sul concetto di civiltà e giustizia; Un solo paradiso è la storia di un uomo che impazzisce per amore. Fil rouge della sua opera è l’esplorazione dell’interiorità dell’uomo, il suo domandarsi e il suo provare a rispondersi, la visione della vita, della morte e di quello che ci sta in mezzo. Mai come in Un solo paradiso però l’anima di un uomo, Alessio Bertoli , viene messa a nudo, spogliandola degli alibi e lasciandola a dibattersi, sola, nel nulla che il corpo vede e percepisce.  ... comprese che la fonte autentica della sua felicità stava proprio nel fatto di essersi reso inerme. Ma...

Addio a Berlino, di Christopher Isherwood

Christopher Isherwood – nato in Inghilterra, emigrato prima a Berlino, poi in America, una vita avventurosa – aveva altri progetti per questo libro: doveva essere uno «smisurato» romanzo – a detta di lui stesso – sulla Berlino prehitleriana, che doveva intitolarsi The Lost e comprendere i testi racchiusi qui e in altre sue opere, che sono tutte diventate creature a sé stanti. Addio a Berlino  è dunque composto da sei racconti , in cui l’Io narrante Christopher Isherwood «è solo il comodo fantoccio di un ventriloquo», tra autobiografia e licenze narrative.  Questi sei racconti compongono l’andirivieni di Christopher tra Berlino e altre località tra il 1930 e il 1933 , in cui incontra persone, trova e lascia amici, forse si innamora, sicuramente crea legami importanti, il tutto sullo sfondo incombente dell’avvento del nazismo. Per lui, dichiaratamente omosessuale, è un grande dolore, un grande pericolo, anche se ancora non si conosceva la vera portata di tutto, tenendo anche c...