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Per il mio bene, di Ema Stokholma

 


Amo le donne coraggiose. Quelle che parlano di sé senza remore, senza paletti, accettando il proprio bene e il proprio male e proponendoli entrambi al mondo a testa alta. Così ho trovato Selvaggia Lucarelli in Crepacuore, così trovo Ema Stokholma in questo, bellissimo, Per il mio bene. Lei la conoscete tutti, io solo di nome, lo ammetto, ma ho imparato ad apprezzarla durante Ballando con le stelle. Per curiosità ho preso il libro e mi sono trovata davanti una persona completa nonostante i buchi, felice nonostante il dolore, forte nonostante i colpi (letteralmente) ricevuti. 

Una madre violenta, malata, che sarebbe stata la prima a dover essere aiutata; una società che non ha saputo riconoscere il male che viveva in quella casa; due bambini (Morwenn/Ema e il fratello Gwendal) vittime di violenze fisiche e psicologiche che cercano di vivere come se fosse normale pur sapendo che non lo è...

Il racconto scorre veloce ed è molto particolare perché, se da un lato si sentono il dolore e la sofferenza che Ema ha provato sulla sua pelle, dall'altro si percepisce un certo distacco, come a voler mettere una distanza emotiva tra ciò che è stato e ciò che è e, soprattutto, sarà. 

Ora Ema Stokholma sembra molto felice, ha un compagno che pare ami moltissimo (Angelo Madonia, dici poco!) e per quanto si possa sapere, la sua vita sembra abbia preso una bellissima e serenissima piega. Dico "sembra" e "pare" perché non si può mai sapere fino in fondo come stiano davvero le cose quando si tratta di personaggi dello spettacolo, ma Ema Stokholma fa un po' storia a sé, secondo me. Dà l'aria di essere una pura, una che ce l'ha fatta anche e soprattutto mantenendosi "integra". Forse chi passa tutto quello che ha passato lei ha una patina di orgoglio per essere diventata ciò che è nonostante tutto fosse contro di lei. E ne ha ben donde: dopo botte e umiliazioni di ogni genere, soprattutto a carattere sessuale, Morwenn scappa di casa in Francia per raggiungere il padre a Roma. Dopodiché sarà tutto un vagare randagia da gente improbabile ad altra gente improbabile, tra rave infiniti e droga. Fino ad arrivare a Ema, una donna bella, di successo, sicura di sé. 

Per il mio bene è una storia di rinascita e di ottimismo. La dimostrazione che se si vuole si può ottenere di essere la persona che si desidera essere. E che contiene un appello: aprite gli occhi, guardate chi vi sta intorno e condivide con voi grandi o piccoli spicchi di vita. Potrebbe aver bisogno di aiuto. Non si sa mai cosa si cela dietro a un bullo, dietro a una strafottenza... Stiamo attenti al nostro mondo, è la prima cosa da fare per renderlo migliore, per noi e per gli altri. Molto bello.

Possiamo provare ad aiutare, con una domanda in più, un ascolto maggiore, e quando serve una segnalazione o una denuncia. E non aiuteremo solo il bambino, aiuteremo anche il genitore, una persona con problemi psichici, che deve essere fermato e se possibile curato. Come sarebbe dovuto succedere a mia madre. È per questo che ho voluto condividere la mia storia, per dirvi di non farvi i fatti vostri.

Per il mio bene, di Ema Stokholma, HarperCollins, 2020, 185 pagine. 

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