Una sirena a Parigi, di Mathias Malzieu


Proseguono le letture ambientate nei miei luoghi del cuore. In questo caso torno a Parigi, anzi, ci resto, visto che ho appena finito Gli ingredienti segreti dell'amore di Nicolas Barreau. Ma a Parigi più si resta e meglio è, quindi eccomi ancora qui a passeggiare lungo la Senna. Ma questa volta devo stare attenta, visto che la nostra storia - la nostra fiaba - inizia durante l'inondazione del 2016 (un'altra inondazione dopo quella di Venezia di Montanaro) che fece esondare la Senna con ingenti danni a città e persone. Tra l'altro, una nota fiabesca, che mi ha molto colpita ed emozionata: il libro inizia con la frase:

«Quel 3 giugno del 2016 a Parigi pioveva sotto un sole splendente».

Oltre all'immagine suggestiva che rimanda subito a un immaginario fiabesco, il 3 giugno è la data del mio compleanno. Sono rimasta deliziata da questa coincidenza ed ero quindi ancora più bendisposta alla lettura di questo autore che avevo già amato leggendo La meccanica del cuore, regalatomi da una cara amica.

Qui Mathias Malzieu se la canta e se la sona, nel vero senso del termine. Scrittore, musicista (frontman del famoso gruppo francese Dionysos) e regista, scrive Una sirena a Parigi e ne dirige il film di cui compone anche la colonna sonora. 

Una sirena a Parigi è una fiaba, non ci sono dubbi su questo. La storia è semplicissima. Gaspard è un Sorprenditore, un «sognatore da combattimento»:

«I Sorprenditori preparavano commando di poesia [...]: all'imbrunire scalavano i camini, lanciavano fiocchi di neve di cotone nelle canne fumarie, e poi ci lasciavano cadere libri, dischi e giocattoli fatti in casa... Pioggia di unicorni, draghi...».

Questa è l'eredità della nonna di Gaspard, Silvye, che gli lascia anche il Flowerburger, chiatta adibita a club privato a cui si accede tramite parola d'ordine:

«I fantasmi dei miei ricordi se ne stanno con i gomiti appoggiati al bancone». 

 Gaspard adora questo luogo ed è sempre in lotta con il padre che invece vorrebbe venderlo e lasciarsi alle spalle il passato, mentre Gaspard vorrebbe continuare a vivere con i fantasmi. La notte dell'inondazione trova lungo le rive della Senna una sirena ferita, Lula, che perde sangue blu da una brutta ferita; ruba una macchina e la porta al pronto soccorso. Nel parcheggio Lula canta e con il suo canto uccide un infermiere che sta aspettando di tornare a casa con la sua compagna, anch'essa infermiera, che è probabilmente incinta, causandole un dolore di immensa profondità. 

Sì, perché Lula uccide. È una sirena in fondo e le sirene ammaliavano e poi facevano impazzire e divoravano i marinai di Ulisse. E così fa oggi, in una Parigi sotto shock per l'inondazione in un parcheggio di un frenetico pronto soccorso in piena attività. Anche così moribonda e fragile, è letale. Ma Gaspard non muore ascoltandola, ha solo qualche lieve fitta al cuore, perché lui, che a un amore finito è sopravvissuto con fatica e dolore, è ormai immune alle armi di Lula. Gaspard ha solo due albe per riportare Lula guarita in acqua, altrimenti morirà. E nel frattempo l'amore, «l'ingrediente magico» investirà sia Gaspard che Lula, sopraffacendo e vincendo anche sul Mito e rendendo il canto leggendario di Lula inoffensivo, e anzi, motore di poesia e salvezza. Più fiaba di così... 

Non c'è un vero lieto fine, ma una speranza di eternità. E non posso dire altro, perché i colpi di scena nel finale si susseguono e non voglio svelare di più. Vi basti sapere che quando un amore è grande e impossibile lascia sempre dietro di sé qualcosa che resterà in eterno e aiuta a superare le difficoltà e i momenti più bui. Così sarà per Gaspard, che con l'aiuto di Lula potrà realizzare il suo lieto fine personale, anche se resterà in costante ricerca dell'amore puro e perfetto. 

Il mito della sirena è qui solo un pretesto per dare credibilità al sogno, alla potenza dei ricordi e dei fantasmi, per far sperare nell'impossibile, come un Sorprenditore:

«Fuggire, fuggire, consacrarsi al proprio sogno fino a trasformarlo in realtà... Un'arte di vivere e resistere perfino in tempo di guerra, soprattutto in tempo di guerra. Un'astuzia, un artificio. Un invito a vedere più che a guardare. Distruzione della serietà, ardore poetico».

La guerra di Gaspard è tenere il Flowerburger contro il volere del padre, attraverso il potere dell'artificio e dell'ardore poetico, che arriva là dove non arriva la ragione, se si sa vedere nel luogo giusto. Lula non è al suo posto sulla terraferma, ma il ritorno al suo mondo fa tornare al proprio mondo chi l'ha perso, anche se con il sacrificio dell'amore. 

Malzieu è un narratore molto poetico e altrettanto potente. È un narratore colto e rivede il mito della sirena in chiave contemporanea, rendendolo archetipo di sentimenti universali. Lula cantava per uccidere come vendetta del genere umano per la brutale uccisione della madre, ribaltando lo stereotipo sirena/mostro e rivendicandogli ruolo di vittima versus essere umano carnefice. È un narratore che ama  le citazioni, svelando il suo animo da musicista: il gatto che si chiama Johnny Cash, come il suo cantante preferito, Patty Smith, Leonard Cohen; e poi i film, più o meno citati apertamente: La sirenetta, che Gaspard fa vedere a Lula nella sua vasca da bagno. Il rapporto che ha Gaspard con i suoi morti mi ha rimandato anche a Coco, della Pixar:

«In Messico si dice che un morto dimenticato muore una seconda volta».

E così, tra sirene, fantasmi, maghi, personaggi da Burlesque e le luci della Tour Eiffel la fiaba si legge in un soffio, lasciando addosso la sensazione perlacea dell'oceano e la dolcezza di un bacio d'amore. Con una punta di amarezza per ciò che si perde, ingrediente indispensabile di ogni favola, di cui la morale è sempre il ritrovamento di qualsiasi forma di felicità, o perlomeno di speranza. 

Atmosfere, connessioni, influssi: 
Da ascoltare, citate nel testo: Who by Fire di Leonard Cohen; City of Refuge di Nick Cave; e poi musica da burlesque, e mi viene in mente anche la colonna sonora del Favoloso mondo di Amélie, composta da Yann Tiersen. Il traile di Una sirena a Parigi mi ha fatto venire voglia di rivedere Amélie.
Da rivedere anche i vari miti della sirena nel corso della storia della mitologia: da quando erano metà donne e metà uccello a oggi.
Splendide le sirene di Chagall, ma di esempi di sirene nell'arte ce ne sono un'infinita quantità, alcune di rara bellezza...

Marc Chagall, La sirena e il pesce


Note a margine CON SPOILER:
Le perle di Lula, le sue lacrime, salvano il sogno di Gaspard, che le userà per rendere il locale un veliero con il quale cercherà Lula, per tutti i mari e forse per l'eternità. Lula deve tornare a casa, al suo mare e alla sua vita, ma per questo deve rinunciare all'amore. La sua meno fortunata cugina anderseniana perde la sua identità per amore e di amore morirà. Lula se ne va, ma lascia dietro di sé il suo dolore, che servirà a Gaspard. Perché l'amore, anche quando si allontana, ci lascia sempre qualcosa che ci servirà in futuro. Il bambino di Milena, anch'esso è "eredità" di Lula, la solleva dal peso di essere l'ultima e chissà, forse un giorno si conosceranno. Non si resta soli per sempre, se si sa lasciare qualcosa agli altri, anche nel dolore...

Un plauso alla copertina di Nicoletta Ceccoli, che rende deliziosamente il sapore dell'opera.

Una sirena a Parigi, di Mathias Malzieu, Narratori Feltrinelli, 2019, 189 pagine, 16 euro. Di questa edizione apprezzo sempre la leggerezza del libro e i caratteri grandi che rendono la lettura piacevole e non faticosa, anche quando gli occhi sono esausti.

Il gatto nella foto: questi piccoli multipli d'arte seguono i percorsi immaginati dall'autrice, Antonella Cicalò, ma possono interpretare anche il flusso dei pensieri del committente che darà così lo spunto per realizzare il suo personale “gatto maestro”, unico e irripetibile. Questi collages sono realizzati con frammenti di riviste letterarie e da collezione, stagnola, legno da recupero e componenti industriali del pet food. Ogni pezzo è unico. per visitare il suo sito, qui !


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