Passa ai contenuti principali

La ragazza nell'ombra e La ragazza delle perle, di Lucinda Riley (ciclo Le Sette Sorelle 3-4)

La ragazza nell'ombra, La ragazza delle perle, Lucinda Riley, Le Sette Sorelle

Vi siano però spazi nella vostra unione, così che i venti celesti possano danzare tra di voi. - Kahlil Gibran

Non esistono viaggi impossibili. Basta un solo passo avanti.

Star (Asterope) è La ragazza nell'ombra, CeCe (Caeleno), La ragazza delle perle. Le due sorelle sono legate da un rapporto esclusivo e molto particolare sin da quando si sono ritrovate insieme ad Atlantis a distanza di soli sei mesi l'una dall'altra, portate da Pa' Salt, Star dall'Inghilterra e CeCe dall'Australia. Hanno sempre diviso tutto, a partire dalla camera, fino ai viaggi in tutto il mondo e a un linguaggio comune inventato fatto di segni, per sopperire alla scarsa voglia di comunicare di Star e per agevolare CeCe che soffre di una forte dislessia. Quando muore il padre adottivo CeCe eredita una bella somma da un parente sconosciuto e compra una casa enorme e bellissima per sé e la sorella a Londra, ma ci staranno poco. La prima a partire in cerca del suo passato è Star, inseguendo la statuina di un gatto nero, in compagnia dell'eccentrico libraio Osvaldo, del di lui tenebroso fratello Mouse e del piccolo, adorabile Rory. Scopre che il suo passato ha radici tra il Kent e il Lake District, nientemeno che nella famiglia nobile discendente da re Edoardo VII. Ripercorre le sue orme attraverso gli incontri dei progenitori con la famosissima disegnatrice Beatrix Potter, e l'amica molto personale del re Alice Keppel. Conosce Flora tra balli dell'alta società e case nobiliari, su su, fino a corte... Le premesse sono ottime, ma per ora è il libro che mi ha convinta meno. La storia è anche appassionante, ma risulta un po' prolissa e il romanzo è concentrato sulle vicende personali più che sul contesto storico, che è la parte più interessante di tutti i libri del ciclo. In questo caso, inoltre, mi sembra che per rincorrere la storia intima di Flora e di Star si perda un po' il carattere del personaggio; la peculiarità della ragazza, la sua introversione, il suo amore per il silenzio, qui non vengono abbandonati. Un po' timida, sicuramente, ma non così schiva come ci si aspetterebbe dalle descrizioni della sua vita con CeCe. Anche il talento di Star è ambiguo: un po' legato alla cucina, un po' ai libri, un po' alla botanica. Mi sembra la sorella meno “caratterizzata”. Non so, non mi ha convinta. Corre via, eh, per carità, ma tutto lì. 

Altro discorso invece per La ragazza delle perle, che per ora è quello che mi è piaciuto di più. Il passato di CeCe ci porta prima in Thailandia - dove ha una relazione con un misterioso uomo, Ace, dalla storia personale non proprio trasparente - e poi in Australia - tra Broome, Alice Springs, la missione di Hermannsburg e il Brush - per fare la conoscenza degli artisti aborigeni più famosi, Clifford Possum, Geoffrey Bardon e, primo fra tutti, Albert Namatjira.

«Com'è l'Australia, signora Mercer?»
Infinita... Struggente... Straordinaria... Crudele...

L'ambientazione è molto affascinante: la vita strana degli australiani, che vivono in un territorio ostile, dal clima folle, quanto meraviglioso; la vicenda complessa e appassionata di Kitty McBride, amata riamata dai gemelli Andrew e Drummond Mercer; l'amicizia che lega Kitty agli aborigeni Camira e Fred; la passione; i figli; ma soprattutto le bugie e i sacrifici che l'amore per gli altri richiedono, nel bene e nel male; e la moralità, quella sociale e quella personale, che uccide i sogni e allontana le persone:

Dio, Kitty... [...] Che disastri può fare l'amore su di noi, piccoli, tristi esseri umani.

E su tutto, una perla maledetta di cui si sentirà parlare per molto tempo...

CeCe, ça va sans dire, torna in Inghilterra cambiata, matura, sicura di sé, pronta a diventare un'artista come il suo destino richiede; le due sorelle sono pronte per separarsi, ognuna felice per l'altra, ognuna ora completa...

C'è molta avventura, nel senso del genere letterario in questo quarto capitolo. In certi punti sembra di leggere Salgari, o Wilkie Collins (La pietra di luna mi è venuto in mente spesso). È anche un libro amaro, a tratti molto triste, ma anche pieno di gioia e di speranza. Sono molto belle le pagine che parlano dei tentativi di Kitty di superare il razzismo, imperante a quell'epoca (e non solo allora); quelle in cui Camira parla degli antenati e delle credenze spirituali australiane (a ogni capitolo di CeCe è riprodotto un simbolo aborigeno); e quelle in cui parla, alla fine, dei “bambini perduti”, gli orfani dei migranti britannici che venivano mandati in Australia e facevano una pessima fine, uno dei tanti capitoli bui poco conosciuti della storia coloniale. Kitty salva Sarah ed Eddie, due bambini perduti che diventeranno parte integrante della sua storia, fino alla fine...

Insomma, un librone, appassionante, curioso, si imparano un sacco di cose del passato e moltissime sul nostro presente. Presto leggerò il quinto libro, La ragazza della luna, per addentrarmi nel passato di Tiggy (Taygete), di cui come sempre c'è un assaggio nelle ultime pagine...

La ragazza nell'ombra e La ragazza delle perle, di Lucinda Riley, Giunti, 2016 e 2017, 618 e 642 pagine. Traduzione di Leonardo Taiuti. Alla fine dei libri Note dell'autrice e Bibliografia.

Post popolari in questo blog

Le sette sorelle, di Lucinda Riley

Ogni grande storia comincia con una donna straordinaria. Non c’è come iniziare l’anno con il primo libro di una serie che si prospetta molto interessante. Ne sento parlare da una vita e mi sono decisa finalmente a iniziare Le sette sorelle della stracompianta e rimpianta Lucinda Riley . Non so cosa mi aspettavo, forse niente, cosa che mi ha fatto apprezzare ancora di più questo primo romanzo; non nascondo che non vedo l’ora di leggere il secondo ( Ally nella tempesta ), anche se dovrò - per ragioni “bibliotecarie” - dare la precedenza ad altri libri. La trama penso sia stranota e comunque reperibile facilmente in rete. In brevissimo: Pa’ Salt è l’eccentrico proprietario di Atlantis, uno splendido castello sul lago di Ginevra. Periodicamente porta lì una bambina adottata che chiama come una delle Pleiadi (le Sette Sorelle, appunto), la lascia alle cure di Marina e riparte. A queste sei bambine (sono sei, non sette, immagino si capirà il perché) darà la possibilità di crescere ed eman...

Le assaggiatrici, di Rosella Postorino

Ho finito di leggere ieri sera Le assaggiatrici di Rosella Postorino e prima di addormentarmi mi si è formata in testa una parola, che stamattina al risveglio era ancora lì. La parola è: Mah! Mah, perché dopo una serie incredibilmente lunga di libri che, per le ragioni più disparate ho amato, questo mi ha lasciata perplessa. Premetto che era da un bel po' che volevo leggerlo e forse, contrariamente al mio solito, avevo alte aspettative. Le aspettative uccidono il piacere, dico sempre. E infatti, è vero. Non che sia scritto male, eh, per carità, non mi sognerei mai di dirlo, anzi. Vincitrice del Premio Campiello 2018, la Postorino ha una prosa piacevole e fluida, la storia si segue benissimo e i personaggi sono ben delineati. È un bel libro, ma mi aspettavo ben di più da una storia curiosa e poco conosciuta come quella delle assaggiatrici di Hitler.  Il libro racconta le vicende di Rosa , che vive a casa dei suoceri mentre il marito è in guerra in Russia e viene reclutata come ass...

Come il vento tra i mandorli, di Michelle Cohen Corasanti

Mi arrampicai sul mandorlo: Abbas e io l’avevamo chiamato Shahida, “testimone”, perché passavamo moltissimo tempo tra i suoi rami a guardare gli arabi e gli ebrei [...] Avevamo battezzato l’ulivo a sinistra Amal, “speranza” e quello a destra era Sa’dah, “felicità”.  «Com’è possibile che l’ebrea americana Michelle Cohen Corasanti sia stata in grado di descrivere con tanta fedeltà la realtà palestinese nel Triangolo? La risposta è semplice. In quanto ebrea, a Michelle è stata concessa la possiblità di vivere all’interno dei confini stabiliti dall’armistizio del 1949 e di osservare in prima persona la vita dei palestinesi rimasti all’interno di quello che sarebbe diventato lo Stato d’Israele [...] Inoltre Michelle è arrivata sul luogo con la mente aperta e il desiderio di conoscere la verità». Questo è l’inizio della postfazione scritta da  Ahmad Abu Hussein , palestinese, collega universitario di Michelle Cohen Corasanti , amico strettissimo e compagno di esperienze, ora docent...