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Chi, cosa e perché


Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore. - Italo Calvino

 

Alessia Stefanini, classe 1976, milanese. Postproduttrice editoriale per lavoro, lettrice compulsiva per passione.


Non è un blog di critica: se cercare divertenti stroncature "giusto per" non siete nel posto giusto. 


Non è un blog di sinossi: difficilmente troverete le trame dettagliate dei libri trattati. 


Non ci troverete voti: né dall'1 al 5, né dall'1 al 10, né stelline. 


L'intento è quello di fissare ciò che mi è rimasto delle mie letture e di contestualizzarlo nell'oggi che stiamo vivendo, magari con rimandi artistici, musicali, gastronomici...  


Buon tempo!

Alessia

PS. Ah, dimenticavo, amo i gatti. Ne troverete un bel po'. Diciamo dappertutto ;-)


foto: ©Gabriele Lopez

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Tre, di Valérie Perrin

  Puro intrattenimento, ottimo. Dopo Il quaderno dell'amore perduto (bruttissimo il titolo italiano; suonava così bene in francese: Les Oubliés du dimanche  [I dimenticati della domenica])  e Cambiare l'acqua ai fiori , la Perrin torna a parlare di passato e di come il passato sia inevitabile vettore delle nostre vite, nel bene e nel male; come non possa cancellarsi; come possa essere rifugio e pietra al collo, consolazione e condanna. Banale? Un po', indubbiamente. Ripetitivo? Anche, forse. Ma devo dire che non mi stanca mai. È una di quelle autrici che non consiglio di leggere in modo "seriale"; penso che tra un libro e l'altro sia meglio inserire altre letture per non rischiare di cadere un po' nella reiterazione del meccanismo. Ma se si vuole "staccare il cervello" con letture di evasione, avvincenti e scritte bene, allora la Perrin per me è perfetta.  Con Tre ci porta a La Comelle , un paesino della Borgogna, uno di quelli da cui i ragazzi

Quella sporca dozzina di libri top (i migliori del 2021)

 Non amo particolarmente le liste (sono una cartacea, per cui la mia lista è scritta a mano in un taccuino), ma vorrei fare un resumé  del mio anno letterario, citando solo i libri che più mi sono piaciuti, con un piccolo commento (ogni libro citato corrisponde a un post con il commento completo). L'ordine è di lettura, non di merito. Iniziamo... - Le regole della Casa del Sidro , di John Irving: il mio secondo libro preferito di un autore che amo moltissimo. Il primo è Hotel New Hampshire . Consigliato a chi ama i libri lunghi, che indugiano sul carattere dei personaggi, dettagliati e molto intelligenti, che affrontano temi importanti importanti. Leggi qui il post - Eleanor Oliphant sta benissimo , di Gail Honeyman. Consigliato a chi cerca un personaggio femminile particolare, curioso; a chi ha voglia di passare un po' di tempo con un'amica. Leggi qui il post - Sangue inquieto , di Robert Galbraith (ovvero J.K Rowling). Ça va sans dire , consigliato a chi ama Cormoran Str

Denti bianchi, di Zadie Smith

Leggo poca letteratura italiana. Lo ammetto, è così. Ci sono autori che mi piacciono molto, ma tendenzialmente le mie letture sono straniere. Non è una forma di snobismo o di esterofilia, è solo che trovo che gli autori italiani contemporanei non abbiano più la capacità di sfondare le pareti di casa e farvi entrare il mondo. Una volta ci riuscivano: la Morante, Moravia, Calvino, Pavese, la Deledda, Pirandello… nelle storie umane intime trapelava quello che erano la società, i costumi, le idiosincrasie e i grandi avvenimenti. Testori, uno su tutti, era un mago in questo con le sue storie di operai e prostitute che riflettevano la dignitosa miseria del proletariato milanese. Ora, la sensazione è che non ne siano più capaci. Le storie si avvitano sempre un po’ intorno all’ombelico dei protagonisti e lì rimangono, più o meno dolorose o divertenti, più o meno quotidiane o particolari, ma sempre piccole storie di piccole persone restano. E questo va incontro al gusto di molti che amano le pi