Horror più romanzo di formazione: la combo perfetta di Stephen King. Ma Later non è L’istituto né It, né tantomeno Stand By Me. È un racconto carino, che corre via con un po’ di suspence e qualche buona trovata, soprattutto nel finale.
Jamie Conklin, figlio di un’agente letteraria un po’ nevrotica e padre ignoto, è un ragazzino apparentemente normale, con la vita di un normale ragazzino... ma vede i morti. Lo sanno solo la madre Tia e la di lei compagna, Liz Dutton, poliziotta corrotta che finisce nel tunnel della droga.
Questo fatto che vede i morti la madre gli intima di non rivelarlo mai a nessuno, perché lo esporrebbe a dicerie e abusi. Infatti Liz, usa Jamie per avere informazioni da parte di un “bombarolo” appena morto, tale Therriault, che però si rivela essere più forte delle altre anime.
Come vi ho detto, questa è una storia dell’orrore.
Come sempre i libri di King non sono solo quello che sembrano. Sono horror certo, lo ribadisce Jamie più volte nel corso della narrazione, ma sono anche romanzi di formazione, contengono riti di passaggio dall’adolescenza all’età adulta e rappresentano le paure i traumi dei ragazzini.
Jamie non ha il papà. Non sa chi sia – niente paura (!), si saprà –, cresce con una madre single e uno zio, Harry, in casa di cura per una forma di Alzheimer precoce severissima. Non ha fratelli. Non ha nessun tipo di figura di riferimento maschile. La madre è pure omosessuale, quindi anche la speranza di un patrigno o di un fratello minore è da escludere... Ma l’anima di Therriault gli promette che non lo abbandonerà mai e arriverà ogni qualvolta Jamie schioccherà le dita, pur nella sua forma demoniaca. Un’entità che sicuramente arriva quando hai bisogno, non è la cosa più vicina alla figura paterna?
Il romanzo è pieno di azione e di suspence. Non mi è piaciuto fino in fondo, l’ho trovato un po’ superficiale, quasi un canovaccio in certi punti, ma ci ho trovato dentro un sacco di cose. In questo King è maestro. La metafora horror per parlare della crescita, che per un adolescente spesso è veramente una storia dell’orrore, soprattutto quando si è diversi, quando si hanno dei segreti.
Non ci sono amici nella vicenda di Jamie: ci sono familiari, persone anziane e problematiche come il professor Burkett – che gli racconta di un rituale per scacciare i demoni, come farebbe un nonno –, persone malvagie o vittime delle proprie debolezze, come Liz, che non è cattiva ma lo diventa.
Alla fine si cresce, si affrontano i demoni quotidiani della vita e, chissà, si perde anche il dono di parlare con i fantasmi a mano a mano che compaiono i propri, che non sono né meno insistenti né meno spaventosi... ma sono i tuoi.
Later, di Stephen King, Sperling & Kupfer, 2021, 304 pagine. Traduzione di Luca Briasco.
