Se solo si potesse dire alla versione più giovane di noi stessi di cosa bisogna preoccuparsi davvero.
Siamo a York. Quattro amici, insieme dall’università che piano piano diventano indispensabili gli uni agli altri. Amici improbabili, diversissimi, che si ritrovano però a condividere la vita in modo scanzonato ma profondo. Ognuno con la sua particolarità: Angie, una famiglia assente alle spalle, è abituata a stare sola e a cavarsela, ha un animo sensibilissimo anche se all’inizio appare strafottente e indifferente agli altri e alle buone maniere; Leon è un preciso, pacato, pronto a soddisfare i bisogni degli altri prima dei suoi, con un talento nascosto per la musica; Maggie è l’organizzatrice, da sempre consapevole di voler fare l’avvocata, efficiente, affettuosa, dalla prima volta che lo vede attratta da Tiger, giramondo, in costante movimento, mai una relazione seria, mai una casa fissa.
Quando Angie rimane incinta di Jax – attivista ambientalista con cui ha una storia molto aperta –, e partorisce Romany, i quattro amici hanno ognuno, chi più chi meno, una vita adulta: Maggie è la più giovane socia di un grande studio di avvocati; Leon è sposato con Becky, una donna rigidissima che non ama né Maggie né Angie, e ha due figli; Tiger è non si sa bene dove, fare non si sa bene cosa. Jax non se la sente di fare il padre a tempo pieno e piano piano perde i contatti con ex compagna e figlia.
Quando Romany è adolescente Angie si ammala e muore, a poca distanza dai diciotto anni e dall’esame di maturità della ragazza. Nel testamento Angie lascia Romany nelle mani dei tre amici (ognuno con una precisa missione), e in quelle di una quarta persona, sconosciuta agli altri, Hope, che si rivelerà una chiave di volta nella vita della ragazza.
Tutti riescono a brillare quando il sole splende [...]. Ma il segreto di una vita felice è riuscire a spremere gocce di splendore dai giorni di pioggia.
Imogen Clark scrive bene e una cosa ho particolarmente apprezzato è la mancanza di melensaggine e di facile retorica. E il rischio era alto. Non ci sono sbrodolate sulla morte di Angie, né viene calcata la mano sul disagio emotivo. I personaggi sono naturali, con le loro idiosincrasie, debolezze e contraddizioni, senza facili stereotipi. Certo, i cambiamenti nella vita di ognuno sono tendenzialmente al meglio e il messaggio è positivo, ma questo è il punto forte del romanzo: la vita e la morte fanno parte di esistenze che devono essere vissute fino in fondo, capaci di grandi salti e anche di grandi stop. Clark evita molto bene la facile retorica e il volo pindarico e riesce a costruire una trama emozionante e piena senza sensazionalismi e lacrime facili. Scorre via come acqua fresca, ci si affezione e si rimane con loro, a tifare oppure no, a sperare che Romany abbia una bella vita.
Lo consiglio per chi ha voglia di messaggi positivi, per chi vuole una lettura senza sforzo ma intelligente e sensibile.
La felicità nei giorni di pioggia, di Imogen Clark, libreria pienogiorno, 2025 (2022), 412 pagine. Traduzione di Sara Puggioni
