Ah, Rowling Rowling, perché sei tu Rowling? (O Robert Galbraith, ma ormai penso tutti sappiano che è uno pseudonimo), Il mio rapporto di odio/amore con lei è sempre più ambiguo. Non compro più i suoi libri per una mia particolare forma di protesta nei confronti del suo operato coerente, per carità, con il suo pensiero. Attenzione, la si più pensare come si vuole e avere le proprie idiosincrasie, i propri “razzismi” e quant’altro, ma quando vengono finanziate certe aberranti iniziative politiche... ecco lì mi fermo con la tolleranza. Mi sembra incredibile che una donna che ha creato Harry Potter possa avere certe idee e portarle avanti con tale foga e mole di denaro. Quindi ho deciso, per mia personalissima pace interiore, di non comprare più i suoi libri, ma di leggerli solo presi in biblioteca, per rispettare il suo pensiero ma contemporaneamente non incrementare il denaro che può andare in certe politiche abominevoli.
Questo il motivo per cui ci ho messo così tanto a leggere questo ultimo capitolo di Strike, senza fiondarmici sopra due ore dopo l’uscita in libreria come ho fatto con gli altri.
Anche in questo L’uomo marchiato, come sempre, la trama è complicatissima, forse la più complicata fino a ora. Cormoran Strike e Robin Ellacott, ognuno in un momento particolare della sua vita privata, vengono contattati da una donna, Decima Mullins, convinta che un cadavere di qualche tempo prima, ritrovato nel caveau di un negozio di argenti massonici, non sia della persona che è stata riconosciuta, ma del suo fidanzato scomparso. Per una serie di intrecci Decima ha a che fare con la famiglia della ex storica di Strike, Charlotte. Il cadavere in effetti era risultato essere di un uomo che si spacciava per qualcun altro, stava evidentemente nascondendosi da qualcosa ed era interessato, davvero o per copertura, alla massoneria. Ma chi è? Sono cinque i candidati, ognuno con la sua storia, i suoi segreti, le sue colpe...
L’indagine, che si somma alle altre ancora aperte dell’agenzia, porta Strike e Robin in un terreno spinosissimo, in cui le spine più pungenti sono quelle del passato di Cormoran, tra vecchie conoscenze rugginose, peccati che si svelano, persone che sembravano scomparse, tradimenti, tentativi di seduzione e chi più ne ha più ne metta. Il finale è a sorpresa, feroce e spumeggiante.
Il romanzo tiene pressurizzati alla poltrona, le vicende private si accavallano all’indagine a ritmo forsennato per entrambi i detective. Ma il destino comune? A che punto siamo? Non dico niente perché alcuni potrebbero essere indietro e il rischio spoiler è elevatissimo. Posso però dire che Galbraith/Rowling che sempre incredibile nel tenere aperte porte, finestre e portoni... Con le sue mille pagine e passa sembra lungo, ma quando finisce si aspettano con ansia le prossime mille pagine.
Magistrale.
L’uomo marchiato, di Robert Galbraith, Salani, 2025. 1079 pagine. Traduzione di Andrea Berardini e Laura Serra
