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Stelle e ottone, di Jude Archer

Stelle e ottone, di Jude Archer

Harry Potter, Sailor Moon e un pizzico di Harmony, con una scrittura à la Erin Doom et voila! Stelle e ottone è bello che servito! Detta così sembra orrido e invece la giovane autrice italiana (nonostante il nome) Jude Archer, riesce a tirare fuori con ingredienti piuttosto banali un romanzo stranamente gustoso che può essere inserito negli scaffali dei fantasy young adult ibridi, che parlano cioè di un mondo magico parallelo al mondo umano attraverso cui i maghi vanno avanti e indietro.

Qui il mondo umano è circoscritto alla città di Venezia (la mia città del cuore, non a caso me l’ha regalato un’amica che mi conosce molto, molto bene) e quello magico si chiama Seledia, sede dell’Accademia delle Arti Magiche, novella Hogwarts, dove studia il fascinoso e misterioso Ismael Sagredo (Sagredo è il nome di un meraviglioso palazzo veneziano, da cui sogno da anni di pernottare). In questo mondo parallelo capita per un incidente, che non svelo, la protagonista del romanzo, che racconta la storia in prima persona, dall’affascinante nome Ambra Valmori. Studentessa un po’ fanatica di Archeologia, a pensione presso l’elegante e colta Domiziana, Ambra ha con Ismael un rapporto di profonda rivalità che però, si capisce subito, nasconde un’attrazione molto poco accademica. Ismael studia sia all’Accademia di Seledia che alla Ca’ Foscari (un po’ incongruo in effetti, ma passiamogliela). Ambra si ritrova catapultata dall’oggi al domani in un mondo di magister, incantesimi, scarpe che camminano nel cielo, oggetti magici (chiamati artefatti), polvere di stelle e chi più ne ha più ne metta di classici elementi del mondo fantasy-magico.

Hai mai avuto la sensazione di poter fare di più? Di essere a un soffio dallo scrivere la tesi perfetta, dal trovare il senso dell’orbita dei pianeti o la formula in grado di curare un male inguaribile? Noi possiamo farlo. Abbiamo capacità di andare oltre i limiti umani, e la chiamiamo magia. È un talento oscuro. È l’ingrediente mancante.

Come Harry Potter, lì scopre il suo passato, la sua essenza, il suo futuro, l’amore. Ovviamente fare parallelismi è un sacrilegio, ma sicuramente la nostra giovane autrice l’ha letto e riletto, anche perché chissà da dove ha preso l’ispirazione per quelli che chiama marbiri, ovvero oggetti magici intrisi dell’essenza del mago che li possiede... ricorda qualcosa? 

Ma Stelle e ottone è anche una storia d’amore adolescenziale ricca di tutti i dettagli dell’amore corrisposto ma inconsapevole, del bellissimo uomo freddo che nasconde un cuore caldo, della ragazza un po’ sfigata che però ha un grande potere, della scoperta del sesso tra le ferite della battaglia... insomma, young adult a tutti gli effetti.

La scrittura è molto, troppo didascalica, a tratti pedante, gli eventi sono molto confusi e c’è decisamente troppa carne al fuoco, come se non ci fosse una scelta chiara di cosa raccontare, i personaggi sono disegnati un po’ di lungo, ma la storia è appassionante, i colpi di scena molti e il finale intrigante, non scontato – e anche un po’ aperto, non si sa mai che sia già previsto un seguito...

Il libro è il primo della serie antologica ideata e scritta dal gruppo di amiche che si fanno chiamare Sorelle Archer, intitolata The Hidden Society, una confraternita tipo Intelligence che sorveglia che le arti magiche siano usate in modo lecito. La serie comprende altri libri ambientati a Napoli, Bologna e Firenze, che hanno però storie autonome. 

Molto bella l’ambientazione veneziana, molto adatta alla bisogna, nebbiosa, misteriosa e, naturalmente, magica... Lo regalerei a una ragazzina appassionata di fantasy, sicuramente.

Stelle e ottone, di Jude Archer, Il Castoro Off, 2024, 452 pagine.

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