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Pavlova e l’ombrello bianco, di Brian Sewell

 

Pavlova e l’ombrello bianco, di Brian Sewell

Qui con un tozzo di pane sotto i rami.
Una fiasca di vino, un libro di versi – e te.
Che canti nel deserto accanto a me.
E il deserto è già un paradiso (‘Umar Khayyām, Rub‘ayyāt)

Pavlova è una cucciola di asino selvatico asiatico, piccola, bianca, che Mr B incontra a Peshawar, in Pakistan, mentre è lì per girare un documentario nei panni di conduttore. La vede ai bordi della strada con delle ferite aperte e sanguinanti sulla schiena, frutto dei basti pesantissimi che le fanno portare a un’età in cui dovrebbe solo giocare e bere il latte della mamma. Mr B decide di prenderla con sé, ma visto che il resto della troupe si rifiuta di farla salire in auto, decide di rimanere con lei e di tornare a Londra a piedi. Una follia? Sì, senza dubbio, ma sul suo cammino troverà personaggi meravigliosi che lo aiuteranno con ogni mezzo, letteralmente, a rientrare a casa. Mr B resta quindi solo con Pavlova e le sue poche cose, tra cui un ombrello bianco:

... di robusta tela bianca montata su un telaio di stecche metalliche squisitamente disposte attorno a un’asta pesante quanto il più robusto bastone da passeggio e confezionato apposta per lui dieci anni prima a un tiro di schioppo dal British Museum da James Smith & Sons. 

Mr B chiama l’asinella Pavlova per via delle sue zampe lunghe che la rendono simile a una ballerina. E così Pavlova e l’ombrello bianco saranno i compagni del lungo viaggio che riporterà Mr B a casa. Il primo incontro “salvifico” è con Faruk, il farmacista da cui Mr B compra i disinfettanti per le brutte ferite di Pavlova. In più Faruk gli fa avere un riparo per la notte, un secchio per l’acqua di Pavlova, due borracce, due bisacce confezionate con dei bei tappeti, un collare di cuoio con guinzaglio e un bel cappello di paglia per riparare dal sole la testa dell’asinella. Ma più di tutto, offre loro un passaggio, la vera ricchezza del loro viaggio. 

Da Faruk in poi, molti li aiutano: un poeta (Mirzah), un ambasciatore britannico e la mitica moglie, il venditore di tappeti Rustum – da cui Mr compra due pezzi bellissimi, appassionato com’è –, una diplomatica (Laetitia), finanche a un trafficante di droga... tutti daranno una mano a Mr B e Pavlova, in un susseguirsi di cose belle, gesti di estrema gentilezza, amore incondizionato per gli animali. Il viaggio si snoda attraverso Pakista, Afghanistan, Iran, Turchia, Grecia, Macedonia, i Balcani, la Francia, per arrivare a Londra, a casa, dove Mrs B, i tre cani amatissimi (Dora Carrington, Kalho _ come Frida – e Kollowitz – come Käthe), e il resto della famiglia accoglie Pavlova come un membro onorario e la amerà fino alla morte...

È una fiaba contemporanea, in cui la narrazione del viaggio si incontra con il romanzo di formazione, in questo caso sia dell’umano che dell’animale: Mr B e Pavlova crescono insieme, anagraficamente ma soprattutto emotivamente, attraverso la scoperta del mondo e della diversità: diversità di culture, che a ogni latitudine trova punti in comune nell’empatia, nella gentilezza, nel riconoscersi nell’altro. È un libro da leggere con la mente aperta e leggera, da leggere ai bambini per insegnare loro quanto è bello il mondo quando è buono e quando si affrontano le cose con il cuore.

Pavlova è deliziosa, innocente, indifesa... Mr B, anche. Insieme scopriranno la bellezza del mondo, le sue contraddizioni, e il quanto è bello tornare a casa, nei giorni quieti della quotidianità in cui vivere, amare e spegnersi dolcemente.

E il disegni di Sally Ann Lasson sono perfetti, dolci, piccoli, semplici... così com’è il rapporto tra Mr B e Pavlova, così perfetto, puro, semplice, fatto di bisogni primati soddisfatti, carezze e sacrificio per l’altro. 

Meraviglioso.

Pavlova e l’ombrello bianco, di Brian Sewell e disegni di Sally Ann Lasson, Einaudi, 2026, 149 pagine. Traduzione di Benedetta Gallo

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